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entrati *loading* clandestini
Per partecipare all'arguto gioco proposto da Effe sul suo blog HERZOG ho stilato questo pezzo.
Vi giuro che una volta che ero lì in mezzo a un bosco dalle parti del Cuneese, cioè vicino a Garessio, e andavo per funghi, mi ha punto una vespa nel collo e ho avuto un male bestiale. Mentre ero lì, insomma, che andavo per un ciglione mi ha terribilmente tormentato 'sta puntura e a un certo punto mi sono messo a cercare acqua perché volevo rinfrescarmi dal morso bastardo ed imprecavo come un saraceno infoiato per via del bruciore: ecco, vi dico che non ho nemmeno raccolto due porcini magnifici che stavano lì quasi sul sentiero. Neanche li ho cercati dopo, però.
Poi mi butto giù da una valle, per andare in fondo a cercare un ruscello o qualche roba simile tipo pozza d'acqua fresca, fatto sta ed è che poi lo vedo; vi dico che non capivo più un tubo e sono scivolato per la furia, ho messo la testa addirittura nel rigagnolo perché avevo come un fuoco addosso, quella non era una vespa ma un bastardo di un calabrone porco, ché se mi hanno sentito le potenze celesti mentre staccavo tutti 'sti cristi mi facevano pure incornare da un chighiale, per giunta.
Mentre tiro su la testa grondante, solo un poco meno stravolto e guardo per caso sulla riva opposta non ti vedo mica sul castagno basso di fronte un tipo, un giovanotto o un vecchiotto esile, che la sua faccia sorridente non portava quasi età, e anche lì sta il mistero, tutto vestito da maschera, tipo settecento che mi fissava, e mi dico: guarda lì, io sto diventando cretino intossicato dal veleno di quel vespone criminale; porcaeva, le maschere, cristo, anche Gianduja sugli alberi vedo e ci ho ancora un ora di strada indietro…
Invece il tipo mi fa: Che avete, messere? Forse avete avuto gran sete o una qualche magagna o malanno vi colse tanto da immergere il capo intero in cotesto rio? Se Ella mi desse permesso, potrei arrecarle forse qualche giovamento!
Io già strabuzzavo la vista, non sapevo mica che pensare, ma faccio il coglione, mi dico: ma sarà un originale…facciamo finta di niente… e gli dico che mi aveva morsicato 'sto bastardo del calabrone…quello rifissa, mi squadra, mi fa:
Se vossignoria permette io avrei medicamento o pozione utile all'uopo giacché tale infiammazione potrebbe portarle anco la febbre, ed ora ben lieto sarei di poterla medicare, se Ella mi consente. Ma poiché feci voto a me stesso di mai scendere a terra ché la vocazion mia è quella di vagar di fronda in ramo e trascorrer così la vita studiando il mondo da queste chiome, Le chiedo, con venia, di accostare il suo capo e il suo dorso a questa bassa ramaglia affinché io possa, senza arrecarle fastidio, posare sulla ferita un rimedio, all'uopo apprestato, che sempre recomi appresso nella mia sporta.
Io mi sono detto: ma questo è matto completo, poi se vado lì sotto, magari 'sto picio mi infila 'na coltellata, mi tira il collo…insomma titubavo, ero incerto, ero stupito e istupidito, ma avevo un male cane per cui ho fatto o la va o la spacca, e, via, sono andato mezzo rincoglionito sotto di lui. Mi tremavano, vi dico, le gambe.
(fine della prima parte, per la seconda qui, che è poi appena sotto al post di Ernesto e le dieci e un quarto)
